Mai stata, ri-starò

Dì la verità: hai più pensato a quel progetto di esportare la piadina romagnola? Di aprire un chiringuito a Formentera? Di allestire in gran segreto il tuo ristorante clandestino? Tutti noi food addicted sogniamo e sogniamo, buttiamo giù progetti e menu, passiamo serate a parlare con amici e possibili soci della nostra follia ma… A un certo punto qualcosa ci ferma (oddio, io non è che mi sia fatta molto fermare: Cibotondo esiste davvero, e lotta con noi 😉 ). C’è chi, al contrario, non solo realizza, ma alza addirittura il tiro. E dal baretto sulla spiaggia ridimensiona in grande e punta dritto al ristorante gourmet. In due parole, questo hanno fatto Stefano Sardella e Davide Viviani, rispettivamente direttore e chef di Mamai, il ristorante che ha preso – letteralmente –
il posto della neostellata Alice, che inaugura a Eataly proprio questo venerdì, nel primo giorno di primavera.
Ma torniamo a Stefano e Davide, la cui storia merita di essere raccontata e ricordata. Amici, in altre faccende (informatiche) affaccendati, con la passione per la buona tavola, si innamorano del locale di Viviana Varese e Sandra Ciciriello. E questo è facile. Diventano assidui frequentatori e amici delle proprietarie di Alice. E anche questo è facile, e normale. Poi, quando il team femminile della ristorazione milanese decide di aderire al progetto Eataly, cosa fanno i nostri? Ovvio: decidono di subentrare in via Adige! Cioè, ovvio mica tanto. Chi negli ultimi anni, e nell’ultimo in particolare, abbia provato a intraprendere una qualsivoglia attività ben conosce scogli e intoppi. Se a questi aggiungi il confronto con chi c’era prima e il desiderio, se non di eguagliare, almeno di non sfigurare davanti alla stella di Alice, la decisione è stata quanto mai coraggiosa.
E potrebbe essere una scommessa vinta. Con una proposta che è un mix di creatività
e tradizione, una scelta di ingredienti e fornitori impeccabili e una tavolozza ancora
da riempire di idee, ricerca, piatti nuovi e rivisitazioni indovinate.
Non ero mai stata al Mamai, ma ero stata da Alice e avevo potuto assaggiare la sua
Pizza fritta, inserita in carta da Davide come omaggio alla sua “maestra”, e soprattutto
i Superspaghettini, che ho ritrovato in versione Mojito con brodo di menta, gamberi
e gelatina di rum (deliziosi). Ancora gelatina, ma di Campari, rossa fuoco sul Ceviche
di gamberi. Verde e nero per gli Gnocchi (al nero di seppia, ça va sans dire) con asparagi
e capesante. Rosa e oro per il Polpo (abbrustolito) e patate (americane, in purè e in polvere). I colori, prima ancora dei sapori, mi hanno colpita. Anche quelli del Crudo di pesce, agrumi e 5 salse che mi hanno servito al posto dell’antipasto di Ostriche (che non tollero, ahimé!) e Champagne. Fino alle tinte pastello della Macedonia di frutta e ortaggi e del parfait Torrone e cioccolato bianco, con la sua solare salsa al frutto della passione.
E se ancora qualche aggiustamento ci sarà, qualche sapore andrà dosato meglio e qualche piatto messo ancora a punto, la strada è quella giusta. Io l’ho imparata.
Non ero mai stata al Mamai, ci ri-starò.

Mamai è a Milano, in via Adige 9, tel 02 8721 3909

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Informazioni su Francesca Romana Mezzadri

cucinare e amare. non necessariamente in quest'ordine
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