4 giorni di Festival e Congresso (in pillole)

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Sabato-martedì: un lungo, lunghissimo weekend da foodie, inframmezzato dalla vita vera, bagnato dalla pioggia e baciato dal sole, stancante e appagante, faticoso e divertente. Questo è stato, fra Milano Food&Wine Festival, con la Food Experience Mondadori, e Identità Golose. Ecco (sebbene solo in parte) come l’ho vissuto, in pillole e in ordine alfabetico.
Architetture. Con la sua Sfoglia 2.0 Enrico Crippa ha reso “carta” puree di carciofo, di arancia, di patata. Che sono diventate guarnizione, involucro, cestino croccante in piatti costruiti con grande maestria, piccole opere di architettura del gusto.
Biscotti da campione. Davide Comaschi, visto anche sul palco della Food Experience con praline tridimensionali e Campione Mondiale in carica di cioccolateria, ha sfornato per Florio biscotti al cioccolato (ça va sans dire), che ho sgranocchiato insieme a un Passito di Pantelleria. Che bello: la Pasticceria Martesana è proprio dietro casa!
Bollicine. Francia e Italia pari sono. Lo Champagne Lanson Extra Age, Pinot Nero e Chardonnay per i 250 anni della Maison, è stato abbinato ai macaron al tartufo e al foie gras di Frank Deville. Da Berlucchi, scorrevano a fiumi, fra gli altri, il Franciacorta Cuvée Franco Ziliani 2007, edizione limitata in formato magnum di Blanc de Blancs da uve Chardonnay, e la Riserva Palazzo Lana Extrême 2006 con le creazioni di Massimo Bottura.
Cena al cinese. Lunedì sera, nonostante il tempo da lupi, tavolata fra amiche blogger al Lon Fon di via Lazzaretto. Piccola delusione: tutto un po’ troppo unto (non vale sottolineare che ho ordinato quasi solo roba fritta), ma abbiamo chiuso il locale.
Dolcezze. Come ogni menu che si rispetti, il congresso in Auditorium termina con Dossier Dessert, aperto da Corrado Assenza e chiuso da Gianluca Fusto. Applausi a scena aperta per tutti.
Hamburger. A colazione, quello mignon di Ca’puccino, al Food&Wine, con polpettina di pollo. A pranzo, quello di Andrea Provenzani del Liberty per Birra Moretti. A merenda, un classico preparato da Eugenio Roncoroni e Beniamino Nespor del Mercato per la Food Experience.
Igiene. Garantita al 100% quella del bancone sul palco dell’Auditorium: Heinz Beck (il grande Heinz Beck) lo ha pulito energicamente con l’aceto prima di iniziare a dividere i liquidi per centrifugazione creando il Ricordo di una frisella e l’Assenza di osso buco.
Pasta&Salute. Come sempre sopra le righe, o fuori dagli schemi (o come volete voi!), Davide Scabin ha parlato di Food Clinic, ovvero come alleviare, confortare, coccolare chi soffre di disturbi lievi, malattie croniche, patologie serie, con cibi pensati ad hoc e cucinati con tecnica e amore. Sul palco di Identità di Pasta, i grandi formati Monograno Felicetti sono stati offerti separati dal condimento in insalata di pasta nuda, poi sono diventati malleabili come plastilina e modellati in arancini e sofficini: la pasta entra in friggitoria (e noi felici!).
Pollock. Creme, salse e tocchi croccanti sulla tela del gusto di Christian e Manuel Costardi, che hanno fatto scuola alla Food Experience ispirandosi al celebre pittore statunitense: la fantasia al potere.
Prodotti che ho provato (tra gli altri). Il salmone selvaggio dell’Alaska, le sue uova Ikura e il king crab di Alaska Seafood, chef ospite Alessandro Dal Degan. Manzo Bab, il kebab di carne bovina 100% piemontese presentato da Sergio Capaldo. Riso di Pasta Viazzo, nell’interpretazione di Davide Oldani e nel mio test (qui). Il Carpaccio di Tartufo di Toscobosco, su crostini all’olio. I sakè in degustazione allo stand Jetro (Japan External Organization).
Prodotti che proverò. Il sugo di datterini gialli all’arrabbiata firmato Grangusto Finagricola, stessa famiglia dei datterini Così Com’è: il primo spaghetto casalingo sarà loro. I profumi di Tuttelespeziedelmondo (ma proprio tutte!), che non vedo l’ora di acquistare e provare nei miei esperimenti gastronomici.
Social media reporter. Twittare, postare, instagrammare… Sono sempre io, @cuochina. Quella che, in allegra compagnia, durante la Food Experience ha saltato e ballato che neanche Fiona May, fra una ricetta e un assaggio, uno showcooking e un’intervista di Laura Maragliano, direttore di Sale&Pepe, a chef, scrittori, protagonisti della cucina e del suo goloso “circo” mediatico.
Starchef. Carlo Cracco, attorniato da groupie armate di smartphone e tablet, che per un attimo è sembrato di essere all’UCI Cinemas di Pioltello alla prima di Monuments Man.
Thailandia. Nazione ospite, alla sua cucina e ai suoi chef (Chumpol Jangprai, Prin Polsuk, Henrik Yde, Dylan Jones e Bo Songvisava) è stata dedicata in Auditorium la mattina di martedì. Che tristezza scoprire, dopo aver sentito tanti profumi in sala, che allo stand venivano serviti solo gli ospiti “vippi”, come ha spiegato una costernata hostess thai 😦
Uovo. L’uovo di seppia di Pino Cuttaia è stato scelto come immagine emblematica della decima edizione di IG e come apertura delle danze.
Z. L’ultima lettera dell’alfabeto è qui così, per concludere la carrellata. Che non è affatto esaustiva. Non vi ho parlato dell’emozionante omaggio a Lidia Bastianich e Nadia Santini, premiate da Emanuele Scarello, Fabio Pisani e Alessandro Negrini. Delle belle interviste di Gianluca Biscalchin per Identità Libri: da Sadler a Farinetti, perché la cucina a volte va anche raccontata a parole. Dei numeri, che sono apparsi subito “importanti” – bastava guardarsi intorno tra la folla! – per affluenza di pubblico e congressisti nelle due manifestazioni, Food&Wine e IG. Dei 250 vini del Festival. Di tutti gli sponsor ed espositori del congresso (credo quasi 80): tanti, tantissimi davvero. Di chi dice che-noia-che-barba ma poi non manca mai. Di chi era alla sua prima volta. Di chi c’è stato negli ultimi 9 anni e questa volta non si è visto. E chissà chi ci sarà nel 2015!

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Informazioni su Francesca Romana Mezzadri

cucinare e amare. non necessariamente in quest'ordine
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2 risposte a 4 giorni di Festival e Congresso (in pillole)

  1. Giorgio ha detto:

    “tavolata fra amiche blogger al Lon Fon di via Lazzaretto…. Piccola delusione […] ma abbiamo chiuso il locale.”

    Ammazzate, se siete cattive! Avete fatto fatto fallire il Lon Fon perché vi aveva servito un po’ di cibo unto?
    Meno male che non vieni mai a mangiare a casa mia… Già sta in piedi per miracolo…

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