E famo ‘sto Halloween

Ora – io non amo le feste (tolto il Natale). Non amo le feste in maschera. Non amo le feste che non fanno parte della nostra tradizione.
Ma mi hanno invitata a un drunch – e qui apro parentesi: no, non è scritto male, è né dinnerlunch, insomma, un’altra scusa per mangiare in un orario in cui una volta, al massimo, ci si trovava con le amiche un po’ agée per un tè e due pasticcini.
Sicché, mi hanno invitata a questa cosa verso la fine del pomeriggio, una manciata di adulti e una quantità di ragazzini che, con la scusa di Halloween, andavano in giro con cappellacci e corna da diavolo, scoppiavano palloncini, si rincorrevano… cose da piccoli, insomma.
Per rendere il tutto più sopportabile a noi grandi, una tavola imbandita che più imbandita non si può, preparata dalla mia amica Luisa alla quale io, giusto per non arrivare a mani vuote, ho aggiunto tortini di riso alla zucca al salto e carote arancioni e nere al burro e grana.
Il salto era un riso risottato, più che un risotto, perché ho usato un Fino Ribe parboiled. Una scelta poco ortodossa ma necessaria viste le ore di anticipo con cui l’ho preparato, fatto raffreddare, rosolato in padella, per poi riscaldarlo al forno prima di mangiarlo.
Delle carote, posso dire che quelle nere, in realtà viola scurissimo (novità in assortimento alla “solita” Esselunga) una volta cotte sono belle da vedere (da crude inquietano un po’) e hanno sapore di carota ben più delle carote arancioni che, diciamocelo, sanno di poco o niente, quando non di terra.
Piccola annotazione, se vi venisse voglia di farle: tingono tantissimo quindi pulitele e tagliatele con i guanti e non usate il vostro bel tagliere di legno per affettarle. Probabilmente, fanno anche un gran bene (chissà quanti polifenoli in tutto quel purple!), comunque sono una curiosità da provare.
In realtà, la parte del leone l’hanno fatta i dolci della mia amica Luisa, di cui vi lascio in foto i bellissimi ragni, vedove nere con un cuore di muffin, codette di cioccolato, occhi di zucchero e zampette di stringhe di liquirizia.
Roba da piccoli, insomma – ma i grandi ringraziano per la bella festa!

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Informazioni su Francesca Romana Mezzadri

cucinare e amare. non necessariamente in quest'ordine
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4 risposte a E famo ‘sto Halloween

  1. Giorgio ha detto:

    Dato che si parla di roba da piccoli, non per forza “paurosa”, ti regalo questa:

    L’isoletta sul mare blu
    La stradina che porta giù
    Sulla riva una casa c’e’
    Dove i bimbi fan girotondo
    Con le api che fanno
    BZZZZZZ !
    Ed il cane che fa
    BAU BAU !
    Ed il corvo che fa
    CRA CRA !
    Tutti insieme…canteremooo
    BIMBO
    BAMBI BOMBO BIMBA
    BOMBA BAMBA BUMBA
    BOMBI BOMBI
    BIM BUM BAM
    BIMBO
    BAMBI BOMBO BIMBA
    BOMBA BAMBA BUMBA
    BOMBI BOMBI
    BIM BUM BAM.

    Così torni un po’ bambina anche tu!

  2. ugo ha detto:

    In attesa di assaggiarle, sai qualcosa sulle origini?

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