Hamburger e convinzioni

Mi ero persa la presentazione perché ero in Cognac (!), ma non potevo non assaggiarlo. Così, come una qualunque comune mortale, sono andata da McDonald’s a provare McItaly Vivace di Gualtiero Marchesi.
E mentre lo mangiavo, a un tavolino all’aperto (quindi evitando l’altrimenti inevitabile odore di fritto e la cacofonia da locale troppo pieno del sabato a mezzogiorno) ho radunato le mie impressioni. Più qualche convinzione.
Prima convinzione: uno a più di ottant’anni può fare quel che gli pare. Anche divertirsi.
Seconda convinzione: non tutti hanno papille raffinate. Ci sono persone dai gusti semplici, e son degne di stare al mondo e di nutrirsi con ciò che più gli aggrada quanto i “mejo” gourmet.
Terza convinzione: ci sono anche persone Zelig. Esigenti se siedono al ristorante chic, più alla buona se sono, per dire, all’osteria o al bar. Io sono tra queste, felice se mi capita una cena che può fregiarsi di una qualche stella o forchetta, godereccia se mi abbuffo in trattoria, allegra se mi godo la pausa pranzo con un panino tra le mani.
Quarta convinzione: sarà mica il primo, Gualtiero Marchesi, a cimentarsi con il fast food.
Per dirne uno che mi viene in mente lì per lì, Ferran Adrià ha coniato in Spagna il Fast Good e non ha disdegnato di fare cibo d’alta quota con i suoi sandwich serviti (a pagamento) a bordo dei voli Iberia.
Per dirne un altro, Andrea Berton, che di Marchesi è stato allievo ed è dirimpettaio in piazza della Scala a Milano, serve al Cafè Trussardi un “deliziosissimo” hamburger di manzo con chips alla paprika.
Il cibo mordi e fuggi stuzzica la fantasia di tutti, anche dei più grandi. Ognuno coi suoi modi: c’è chi lo confeziona in una scintillante cucina professionale e chi, invece, “osa”, esce dal suo ristorante e va tra la gente.

E allora, perché non infilarsi dritto dritto nella tana del lupo, McDonald’s, e inventarsi un “vero” panino con l’hamburger fatto (buono) in serie?
Sì, buono. Con gli spinacini. La senape senaposa. I semi di girasole al posto del solito sesamo. Il bacon, che ha sempre una ragione di esistere. La carne, sennò che hamburger è. Accanto, le patatine. Il recinto con le palline e i bambini che ci sguazzano dentro. L’ultimo sole caldo d’autunno.

Che a me sarebbe piaciuto anche il McWrap: chissà di chi è la ricetta?

Annunci

Informazioni su Francesca Romana Mezzadri

cucinare e amare. non necessariamente in quest'ordine
Questa voce è stata pubblicata in fuori casa, Senza categoria e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

5 risposte a Hamburger e convinzioni

  1. giulia62 ha detto:

    sono pienamente d’accordo. e poi ogni tanto bisogna scendere in mezzo alla gente ed educarla. non è semplice populismo. brava la mia frnacesca

  2. saracastel ha detto:

    ….ecco, mi hai fatto venir voglia di mangiare un panino con l’hamburger alle 5 del pomeriggio….!

  3. ugo malagoli ha detto:

    ..più difficile ottenere un buon hamburger che cucinare un ottimo filetto; oltretutto la miscelazione della carne si presta molte stimolanti variazione di ingredienti e metodi. Bravo Maestro, bravo McD, e brava e puntuale Tu.

    P.S. Domani sarò a Milano se riesco mi slappo un Vivace e un “Hamburger Breton”

  4. susan ha detto:

    Frà, secondo me gli viene meglio il mc panino che tutto il resto ormai!!!

  5. Giorgio ha detto:

    Un grande giornalista italiano, di cui non faccio il nome perché non si merita altra pubblicità, ha appena pubblicato un articolo piuttosto divertente dedicato ai panini e pubblicato sul numero in edicola di Focus. Il tipo conclude che, già nel 2008, un’inchiesta effettuata da Doxa e commissionata dalla Negroni (quella dei salumi) indicava fra le apsettative degli italiani i “panini d’autore” come il suddetto McDonald…
    Direi che la tendenza, a quanto pare, è reale e sentita dal marketing… Per quanto riguarda questioni deontologiche ecc. ecc. su grandi cuochi e grande distribuzione, penso che nella vita come nella cucina il pecunia non olet non manchi mai, dato che – non puzzando – non influenza alcun tipo di ricetta… Ma sì, ben vengano gli hamburger di Marchesi e i tramezzini di qualcun altro. Siamo nell’era del tutto per tutti ed è divertente illudersi che sia davvero così…
    A proposito: leggo sempre nel succitato articolo che “tramezzino” è un termine coniato dall’immancabile D’Annunzio per definire il sandwich inglese…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...